Phuket, Thailandia: è un buon momento per andarci in vacanza? Com’è la situazione Covid?

Partire o non partire, questo è il problema

C’erano una volta i viaggi, quei momenti della nostra vita dove dopo mesi di lavoro e soldi accantonati compravamo un biglietto aereo verso la destinazione che sognavamo, prenotavamo un albergo ed era fatta.

Phuket era una destinazione amata dagli italiani, e da tutto il resto del mondo. Facevi due settimane in Thailandia e scoprivi luoghi incantevoli come le isole, la capitale Bangkok, la più tranquilla Chiang Mai; tornavi incantato da tanta bellezza e ricaricavi le energie per un altro periodo di lavoro.

Oggi.

Se vuoi partire, prima di tutto, ancora prima di comprare il biglietto, devi metterti seduto bene su un banco come a scuola, prendere appunti, non capirci niente, riprovarci, renderti conto che mentre cercavi di capire le regole sono ancora cambiate. 

Vaccino, tampone, check, scarica la app, compila il foglio, carica il documento.. e non sia mai che tu risulti positivo dall’altro lato del mondo.

Peggio ancora, vai a cercare aiuto dal resto del genere umano sui gruppi di Facebook e noti che ormai le opinioni e i commenti sono degenerati e tu non puoi far altro che rimanere più confuso.

A proposito, se vuoi capire come venire a Phuket dai un’occhiata qui che ti spiego tutto.  

Non c'è una risposta sicura, ma voglio dirti la mia opinione. Fai attenzione perché è molto personale.

Vivo a Phuket. Ero qui quando tutto andava bene, ero qui quando è iniziata l’era del Covid, sono stata qui sempre, testardamente, fino ad ora. 

Lavoro nel turismo e per più di un anno non ho visto nemmeno un turista arrivare. I primi, devo ammetterlo, sono stati degli eroi

Controllati, swabbati, inquarantenati, c’è chi con la pazienza di un monaco tibetano si è comunque goduto la vacanza e chi invece è stato confinato in quarantena perché il suo vicino di sedile in aereo era positivo. 

E’ stata dura. Ho pianto tanto, anche se non lo sai. Ho visto amici e colleghi non avere soldi per mangiare. Io ero incinta e mio marito, avendo anche lui perso il lavoro dato che guidava i motoscafi per i turisti, vendeva pollo piccante fritto in spiaggia. 

Ce la siamo davvero vista brutta e la ripresa è stato un vero incubo che pare non essere ancora finito. 

Ma ogni periodo difficile nasconde anche una piccola bellezza, se hai la forza di asciugarti le lacrime e guardare oltre.

Guarda la natura per esempio. 

Quel cesso di spiaggia a Patong ora era una distesa di mare ceruleo!

La spiaggia di Maya Bay aveva gli squaletti che nuotavano liberi.

Phuket respirava.

Nella foto che vedi qui sotto, ci sono io (incinta) durante il lockdown e quella lì è Patong. Sì sì hai capito bene. Quella lì è la spiaggia di Patong.

Phuket, intesa come isola, aveva una voglia matta di pace e tranquillità. Aveva anche lei bisogno di una vacanza!

Ma adesso torniamo a te, che dirai:

“ah vabbè Giulietta, tutto molto romantico, ma io che fò, vado o non vado?”

Io penso che tu debba capire che aldilà dello sbattimento della documentazione (che poi tramite il mio articolo o tramite una consulenza tanto sbatti non è), dall’altro lato c’è un paradiso tropicale che è rifiorito e che ancora non è invaso dal turismo di massa.

Le spiagge sono incredibilmente godibili e preservano ancora il loro lato selvaggio. Non sei costretto a scalare la montagna e perdere un polmone per andare a Freedom Beach per avere un pò di pace. 

Vai alle isole Phi Phi e non nuoti in mezzo ad altre 600 persone litigandoti una foto con l’ultimo pesce rimasto lì. 

Vai alle Similan e finalmente puoi farti il bagno a Princess Bay in quell’acqua pazzesca senza correre il rischio di nuotare insieme ad altre 5000 persone. 

Alla sera è tutto chiuso?

No. Smettila di leggere i commenti su Facebook del cugggino di Mario che nel 1999 andava a Phuket e la conosce meglio di te. 

La sera non è tutto chiuso. La Bangla Road è tornata a vivere, i ristoranti sono aperti e sì, ti puoi comprare la birra al 7/Eleven.

La vita sta tornando normale, con la differenza che ancora non c’è il casino di prima.

 

Se risulto positivo?

Se risulti positivo, complimenti per la sfiga! Scherzi a parte. 

Se risulti positivo ti trasferiscono in un hospitel o in un ospedale dove aspetterai di negativizzarti. Se fai un’assicurazione thailandese, come la AXA Sawasdee Thailand, è tutto pagato. 

Esiste qui il green pass?

No, non esiste.

Tuttavia i cittadini thailandesi gradiscono (e devono) ancora indossare le mascherine. 

E comunque, basta parlare di Covid.

L’altro giorno ho accompagnato a Phi Phi alcuni italiani. Cioè a dire il vero, per più giorni di fila. Io non sono una guida turistica ma, lavorando come manager in un tour operator dove facciamo gite in barca, ogni tanto ho piacere di levare le chiappe dalla scrivania e farmi un giro alle isole. 

Insomma ti dicevo che ero alle Phi Phi con degli italiani. Sapete cos’era l’argomento del giorno? 

Maya Bay riaperta al turismo? Phuket? Cosa mangiare per cena?

No. Era il Covid in Italia.

Eravamo a Maya Bay e uno continuava a ruota a parlare del green pass – restrizioni – terrorismo mediatico -. A Maya Bay. 

Con i piedi nella sabbia bianca, l’oceano davanti. Quello di Leonardo Di Caprio nel film. Una delle spiagge più belle del mondo.

Il green pass. 

Io continuavo a cambiare argomento ma niente.

“Guarda, uno squaletto!” Eh sì ma Draghi.

“Che spettacolo di giornata!” Sì ma in Italia mica se la godono.

“Guarda la natura com’è rigogliosa e verde!” Anche il green pass è verde.

Allora, io capisco che ne abbiamo tutti i coglioni pieni. 

Pensi che io sia avvantaggiata perché sto a Phuket? Perchè “ah ma tu non puoi capire!” ne sei sicuro? 

Io grazie al covid ho: perso un anno di lavoro insieme a mio marito (zero stipendio, no cassa integrazione, solo cazzi amari). Ho partorito e devo ancora fare vedere mia figlia (e mio  marito) alla mia famiglia. 

Capito? Io non vedo i miei da anni. E magari potrei anche andare adesso, ma devo recuperare i soldi che avevo messo via prima del covid. Il porcellino dei risparmi per intenderci.

Ho anche io la mia sfiga vedi.

Ma per questo non ho smesso di godermi la vita

Non ho smesso di lottare per i miei sogni.

Non ho smesso di guardare il sole e innamorarmi del mondo e di chi lo abita (non tutti ma molti).

In conclusione sta a te decidere se venire qui o no. 

Se da un lato avrai a che fare con una burocrazia noiosa, dall’altro troverai un paradiso dimenticato (per ora). 

L’unica cosa che ti raccomando è: 

che tu venga o meno, ricordati che finire questa situazione di merda è un lungo viaggio che deve partire da dentro ognuno di noi.

Spegnendo la Tv, leggendo un buon libro, abbandonando gruppi Facebook e andando là fuori, dove c’è la natura.

Ricorda di essere grato. Ricorda di essere gentile. Ricordati di viaggiare. 

 

A presto, 

Giulietta 

 

 

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