Vita vera in Thailandia

10 cose che non sai sulla Thailandia

Vivere all’estero, per la precisione qui a Phuket, mi ha insegnato cose che probabilmente non avrei mai capito da turista. Alcune sono dolci, alcune sono strane, alcune mi fanno ancora ridere. Ed è proprio per questo che amo raccontarle.

Quando arrivi in Thailandia per la prima volta pensi di sapere più o meno cosa aspettarti: mare, templi, sorrisi, pad thai e motorini ovunque. Poi però inizi a viverci davvero e scopri un mondo fatto di piccoli gesti, abitudini, superstizioni e regole non scritte che nessuna guida turistica ti spiega fino in fondo.

Le 10 cose che ho scoperto vivendo qui

1 Vita quotidiana in Thailandia

I thailandesi non vogliono abbronzarsi

Noi arriviamo al mare, ci spalmiamo la crema, ci giriamo come cotolette e poi torniamo a casa fierissimi del nostro colore dorato. In Thailandia, invece, spesso funziona al contrario: la pelle chiara è ancora vista come qualcosa di bello, elegante, “da città”.

Il motivo è culturale e sociale: chi lavora all’aperto, nei campi o comunque sotto il sole, tende ad avere la pelle più scura. Chi ha la pelle chiara viene percepito come una persona che non deve stare ore sotto il sole per lavorare.

Ecco perché in Thailandia trovi tantissimi prodotti cosmetici con scritte tipo whitening o brightening. A noi può sembrare strano, ma qui è una cosa normalissima.

2 Bangkok e vita urbana in Thailandia

Se senti l’inno nazionale, fermati

Può succedere al mercato, in stazione, in un parco o in altri luoghi pubblici: parte l’inno nazionale e improvvisamente tutti si fermano. Non è un flash mob, non è una scena preparata, è semplicemente rispetto.

La prima volta che lo vedi ti sembra quasi surreale, perché passi dal caos normale thailandese — motorini, venditori, gente che cammina, profumi di cibo — a un momento di immobilità totale.

Il consiglio è semplice: se sei in giro e senti l’inno, fermati anche tu. Non serve fare grandi gesti, basta rispettare quel momento.

3 Strada tropicale in Thailandia

Se fai un incidente, metti in strada un cespuglio

Questa è una di quelle cose che mi ha fatto pensare: dove finisce la logica, comincia la Thailandia. In caso di incidente o veicolo fermo, capita di vedere rami, fronde o pezzi di vegetazione messi sulla strada per segnalare il pericolo.

Non è il triangolo catarifrangente perfetto da manuale europeo, lo so. Ma è immediato, si trova ovunque e in qualche modo tutti capiscono cosa significa.

Non sto dicendo che sia il metodo più sicuro del mondo. Sto dicendo che qui, ogni tanto, la soluzione più thailandese è anche la più creativa.

4 Tempio e cultura thailandese

Niente baci appassionati in pubblico, per favore

In Thailandia le dimostrazioni d’affetto esagerate in pubblico non sono viste benissimo. Tenersi per mano va bene, un gesto dolce pure, ma baciarsi come in una scena finale di un film romantico davanti a tutti... meglio di no.

La cultura thailandese è molto più riservata su queste cose. Non vuol dire che non esista romanticismo, semplicemente si mostra in modo diverso e più discreto.

Regola pratica da viaggio: se ti sembra troppo teatrale, probabilmente è troppo teatrale anche per chi ti sta guardando.

5 Vita serale e viaggio in Thailandia

La prostituzione è illegale, anche se sembra il contrario

Questa è una delle contraddizioni più note della Thailandia: ufficialmente la prostituzione è illegale, eppure in alcune zone turistiche sembra impossibile non notarla.

Non è un argomento da trattare con leggerezza, perché dietro ci sono storie, economie, scelte, povertà, turismo e anche tanta ipocrisia. Però sì, per chi arriva qui la prima volta è una delle cose che crea più confusione.

La cosa importante, soprattutto da viaggiatori, è ricordarsi che la Thailandia non è solo nightlife, bar e stereotipi. È un Paese molto più complesso, elegante e profondo di così.

6 Casa tropicale e abitudini locali

In casa si sta scalzi

In Thailandia entrare in casa con le scarpe è una cosa proprio brutta. Non “un po’ maleducata”: proprio brutta. Le scarpe restano fuori, punto.

La stessa cosa vale spesso per templi, piccoli negozi, centri massaggi, studi privati e alcuni uffici. Se vedi tante scarpe all’ingresso, non serve chiedere: togli le tue e sei già sulla strada giusta.

Io, che vivo qui da anni, ormai ho le mie ciabattine da casa. Sono sacre, non varcano mai la porta. Poi arrivano i gatti e rovinano comunque ogni teoria sul pavimento pulito, ma questa è un’altra storia.

7 Frutta tropicale in Thailandia

L’acqua in bottiglia non è sempre come la immagini

In Thailandia l’acqua del rubinetto non si beve normalmente, quindi comprerai quasi sempre acqua in bottiglia. Quello che molti non sanno è che alcune acque vendute qui sono molto leggere, trattate, purificate o con pochi minerali.

Non è un dramma, non serve andare in panico davanti al frigo del 7-Eleven. Però, soprattutto se sudi tanto, fai escursioni, cammini al caldo o vivi qui, ha senso integrare con frutta, sali minerali o bevande adatte.

Consiglio pratico: controlla l’etichetta, alterna le marche e ascolta il tuo corpo. In Thailandia il caldo non scherza, anche quando tu fai finta di sì.

8 Mercato e vita quotidiana in Thailandia

Il carrello della spesa può restare dove capita

Questa è una piccola cosa quotidiana, ma mi fa sempre sorridere. In molti supermercati e centri commerciali thailandesi non c’è tutta questa ansia da “riporta il carrello nella zona corretta o sarai giudicato per sempre”.

Capita di vedere carrelli parcheggiati un po’ dove capita, vicino alle auto, in fondo al parcheggio, a bordo marciapiede. Non sto dicendo che sia meraviglioso, eh. Sto dicendo che succede.

E ogni volta penso a noi europei che cerchiamo la monetina, il gettone, il posto giusto, la corsia giusta. Qui invece il carrello ha una vita molto più libera della nostra.

9 Bangkok Thailandia

Bangkok non si chiama davvero Bangkok

La capitale che tutti chiamiamo Bangkok in thailandese è Krung Thep Maha Nakhon, spesso abbreviata semplicemente in Krung Thep. E già qui uno potrebbe dire: ok, abbastanza.

In realtà il nome cerimoniale completo è lunghissimo, talmente lungo che sembra quasi una prova di respirazione. Io ogni volta mi fermo prima di arrivare in fondo, con dignità variabile.

Per rimanere in tema di nomi: Phuket in passato era conosciuta anche come Jungceylon e la Thailandia, prima del 1939, si chiamava Siam. I nomi cambiano, il fascino resta.

10 Spiritualità e cultura thailandese

Le casette degli spiriti sono ovunque

In Thailandia molte case, hotel, uffici, negozi e luoghi pubblici hanno la loro casetta degli spiriti. Sono piccoli santuari colorati, spesso bellissimi, dove si lasciano offerte: fiori, incenso, riso, dolci, frutta, bevande e l’immancabile soda rossa con la cannuccia.

L’idea è semplice: gli spiriti del luogo vanno rispettati e tenuti contenti. Se li ignori, potrebbero diventare dispettosi. E visto che la vita è già abbastanza complicata, meglio non inimicarsi pure gli spiriti, no?

Questa è una delle cose che più mi piace della Thailandia: la spiritualità non è chiusa dentro un tempio, ma vive sui marciapiedi, davanti ai negozi, sotto i condomini, accanto ai parcheggi. È parte della vita di tutti i giorni.

La Thailandia non la capisci in un giorno. La capisci un pezzettino alla volta: osservando, sbagliando, chiedendo, ridendo e lasciando perdere l’idea che tutto debba funzionare come a casa nostra.

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